Il valore del contatto fisico

Come abbracciarsi durante una pandemia

di Antonello Migliaccio

L’uomo è un animale sociale, si sa. E come tale è portato naturalmente a scambiare emozioni attraverso il contatto fisico; carezze, baci e abbracci appartengono a quella sfera di intimità che si produce in vario grado tra le persone, siano semplici conoscenti o assidui congiunti. E a diverse latitudini anche un semplice saluto è diverso, perché diverso è il bisogno di esternare i propri sentimenti anche con un semplice tocco di mano. Noi meridionali, che apparteniamo alla metà “calda” del pianeta, sappiamo benissimo il valore di un abbraccio e durante la pandemia abbiamo sperimentato, pur inconsciamente, la mancanza di questo valore, importante per lo stato di stress di una persona. Sappiamo che una dimostrazione fisica di affetto, come appunto un abbraccio è capace di ridurre lo stress agendo sul sistema nervoso simpatico.

Aggiungiamo poi lo stato di tensione, di isolamento e di preoccupazione che abbiamo sopportato durante questi due lunghi mesi e che ha prodotto un deficit psicologico con ripercussioni sul nostro sistema immunitario e appare chiaro quanto per la nostra natura sociale sia importante il contatto fisico.

Secondo quanto riportato da un recentissimo articolo del New York Times, citato nelle fonti e a firma Tara Parker-Pope, che ha interpellato un esperto di trasmissione virale attraverso l’aria, la dottoressa Linsey Marr della Virginia Tech, il rischio di trasmissione del virus durante un abbraccio è sorprendentemente basso rispetto alla trasmissione attraverso uno starnuto o un colpo di tosse. Lo conferma un modello matematico dell’Università di Hong Kong degli ultimi giorni.

Quindi ci si può abbracciare, magari evitando di parlare o tossire durante!

fonti: https://www.nytimes.com/2020/06/04/well/family/coronavirus-pandemic-hug-mask.html
illustrazione di Eleni Kalorkoti 

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