‘Nduja revisited

Spaghettoni ruvidi con ‘Nduja di Spilinga, noci Pecan e mandorle tostate.

di Antonello Migliaccio

La ‘Nduja è uno dei tanti prodotti originali ed esclusivi della nostra regione. Nasce anticamente come prodotto contadino, composto da parti “povere” del maiale, una volta destinate le parti pregiate alla tavola dei proprietari terrieri e della nobiltà, come riportato nell’articolo seguente: www.ndujasandonato.it/la-nduja-di-spilinga-ricetta-classica/le-origini-della-nduja , di cui consiglio la lettura.
Ho voluto abbinare al classico piatto di pasta con ‘Nduja un tocco dolce e aromatico che ben si sposa con la sapidità di questo insaccato: le mandorle e le noci Pecan: pelate e tostate e ridotte a scaglie o lamelle, hanno impreziosito il piatto donandogli un sapore inedito. Ecco il risultato in foto e, di seguito, la mia ricetta con ingredienti, dosi e procedimento

dal terrazzo di casa Migliaccio

Usa, per quattro persone, 300 gr. di spaghettoni ruvidi – ve ne sono in commercio di eccezionali, ma sicuramente li pagherete un po’ visto che si tratta di pasta artigianale – una fetta da 200 gr. scarsi di ottima ‘Nduja di Spilinga, mezza cipolla di Tropea e due bicchieri di passata di pomodoro. Con un giro misurato di olio di oliva extra vergine, poni la cipolla finemente sminuzzata in una larga padella e, dopo averla leggermente soffritta, versa la fetta di ‘nduja tagliata a pezzettoni con un mestolino di acqua di cottura della pasta che avrai messo intanto a cuocere. Una volta che la ‘nduja si sia quasi sciolta, aggiungi la passata di pomodoro e fai cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti. Mentre la pasta cuoce, prendi sei o sette mandorle grossolanamente pestate e tostale in un padellino. Fa’ lo stesso con quattro o cinque noci Pecan tagliate preventivamente a lamelle, tostandole velocemente.
Scola la pasta e manteca il tutto in padella aggiungendo un altro mestolino di acqua di cottura – se dovesse essere necessario –  e impiatta con un generoso giro di pepe nero di mulinello.

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