Nuovo Dpcm, tra confusione ed errori di valutazione.

Penalizzate attività in sicurezza, trascurati i potenziali contagi nei trasporti pubblici e nei luoghi di culto

Suscita perplessità quest’ultimo decreto, che rischia di affossare definitivamente parecchi settori lavorativi della società.

Non si comprende bene per quale motivo cinema, teatri, palestre, piscine, scuole di danza, ristoranti, bar, pub debbano essere considerati luoghi di aggregazione a rischio, dal momento che sono stati i primi ad adottare tutte le misure di sicurezza consigliate e imposte.

Non si può certo dire lo stesso per luoghi di grande aggregazione, e quindi rischiosi, come i centri commerciali e autogrill, in cui non vi è imposta alcuna norma comportamentale di afflusso, tranne quelle basilari di controllo della temperatura in entrata.

Per non parlare del ritorno alla didattica a distanza per scuole superiori e università, dopo che l’intero settore è stato messo a dura prova di misure di sicurezza e, soprattutto, quando le vere aggregazioni a rischio si verificano in entrata e uscita da scuola, non certamente dentro.

Si potevano sfruttare i mesi estivi per potenziare le attività di controllo sul territorio, i trasporti pubblici, le strutture sanitarie e invece assistiamo impotenti ad uno scarica barile tra Governo e Regioni, fino alle amministrazioni provinciali e locali.

Antonello Migliaccio

Crediti foto: ANSA (riprod.riservata)

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