In Italia si protesta, ma in Europa si va verso la chiusura totale

Imminente lockdown in Francia, in Germania si progetta una chiusura “light“.

Non si placano le proteste dei diversi settori colpiti dalle restrizioni in italia e si intensificano scontri un po’ dappertutto nelle piazze.

Le critiche piovono addosso all’esecutivo da ogni parte ed è indubbiamente vero che la pausa estiva dalla virulenza del covid 19 non è stata sfruttata affatto.

La scollatura tra Governo e Regioni, l’ambiguità della nostra legislazione in materia di autonomia, l’assenza di un fronte compatto tra le forze politiche del paese e una comunità scientifica lacerata e contraddittoria sono le cause di questa nuova emergenza.

Ma fuori dall’Italia non va per niente bene, anzi.

La Francia si appresta a varare una chiusura totale entro giovedì prossimo, e in Germania oggi si valuta come e in quali modalità chiudere entro il prossimo 4 novembre.

I contagi nel mondo si avviano intanto a 44 milioni. Negli Stati Uniti si sono registrati 500mila contagi in una settimana. In Cina 42 in un giorno: il numero più alto dal 10 agosto.

La Russia ha registrato un record di decessi giornalieri per Covid-19 con 346 vittime confermate nelle ultime 24 ore. 

In Brasile e in India si sceglie la via crudele e affatto sbagliata dell’immunità di gregge. Infatti i contagi e le morti salgono vertiginosamente di giorno in giorno.

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